Minori immigrati, le seconde generazioni in Italia
(Articolo dott.ssa Cesira Cruciani)
L’età degli immigrati residenti in Italia è rappresentata, al 1° gennaio 2007, per un quarto da minori. La quota di minori sulla popolazione straniera è da imputarsi ai numerosi nati in Italia da genitori stranieri e ai ragazzi arrivati a seguito di ricongiungimenti familiari. Un dato rilevante rispetto al passato, infatti, per effetto delle nascite in Italia da genitori stranieri e dei ricongiungimenti familiari si è passati da 51 mila minorenni iscritti in anagrafe nel 1991 a circa 666 mila nel 2007.
Le coppie di cittadini stranieri, sempre più spesso scelgono di realizzare i loro progetti familiari e di mettere al mondo un figlio nel nostro Paese, segnale non solo di progettualità a lungo termine ma anche di integrazione con la società di ricezione.
I bambini stranieri nati in Italia e i minori soggiornanti nel paese, che non hanno ancora avviato il loro processo di scolarizzazione nella società di accoglienza (0-5 anni), sono da considerarsi “la seconda generazione”. Negli ultimi anni il numero di permessi di soggiorno per motivi familiari è notevolmente cresciuto, i minori, ricordiamo però, che non necessitano di un permesso individuale e sono il più delle volte a carico dei genitori.
I bambini nati nel nostro paese da genitori stranieri nel 2006 sono stati 57.765 (+ 11,1% rispetto all’anno precedente), dato che corrisponde a circa il 10% del totale dei nati in Italia, il numero dei nati è praticamente raddoppiato nel corso di poco più di dieci anni: da 11,6 nati per mille stranieri nel 1993 si è passati a 22,3 nati per mille nel 2004 e nel 2006 il quoziente si assesta a valori prossimi a 22 nati per mille. A livello territoriale le regioni del Centro e del Nord sono le più prolifiche, ciò è imputabile ad una realtà economica che favorisce progetti migratori stabili e di lungo periodo.
Dagli ultimi dati Istat (2007) sono presenti circa 398 mila cittadini stranieri residenti nati nel nostro paese, pari al 13,5% del totale della popolazione straniera residente. Di questi più dei due quinti ha un’età compresa tra gli 0 e i 5 anni (circa 286.000 stranieri), possiamo dire che in Italia a fronte di 100 bambini italiani di età compresa tra gli = e i 5 anni sono presenti circa 9 bambini stranieri.
La seconda generazione di immigrati rappresenta non solo un nodo cruciale dei fenomeni migratori, ma anche una sfida per la coesione sociale e un fattore di trasformazione delle società riceventi, attraverso i figli delle famiglie di immigrati è possibile valutare il grado di integrazione.
Dal punto di vista giuridico, i bambini nati in Italia da entrambi genitori stranieri sono considerati anch’essi stranieri fino al compimento della maggiore età, pur essendo italiani “de facto”, dal momento che il loro percorso di crescita e di socializzazione, di acquisizione linguistica e di acculturazione avviene entro gli spazi educativi del paese di accoglienza. Successivamente al compimento del 18 anno di età possono chiedere la cittadinanza. Con l’emergere delle seconde generazioni diviene rilevante il problema del riconoscimento, giuridico e sociale della loro presenza, ponendosi le basi per la nascita di future minoranze etniche in senso stretto.